L'uomo
che
non
guarda

Collettivo

L’uomo che non guarda è un collettivo artistico
che esplora la potenza del limite dello sguardo
umano - la sua parzialità, la sua cecità, la sua
libertà - attraverso la parola poetica e l’immagine.

L'uomo che non guarda - Progetto

L’uomo che non guarda attraversa la realtà senza poterla né volerla dominare.
Il suo occhio non abbraccia il paesaggio, troppo vasto anche se limitato, indecifrabile anche se banale, ma ne coglie frammenti, probabilmente in modo casuale.
Da questa visione debole, parziale, eppure libera di trovare le proprie strade, di abbandonarle e infine di abbandonare se stessa chiudendo gli occhi, parte l’unica possibile - dunque reale - esperienza del mondo.
Questa visione debole, parziale, casuale, eppure libera di libera di dare forma al proprio limite è l’esperienza della poesia per chi la crea e per chi la legge: prospettive, queste, più vicine di quanto si creda.
La vita della poesia è movimento che approda alla forma per chi la crea come per chi, leggendola, la crea nuovamente, richiamando le parole alla vita e al movimento. La linearità della lettura è un’astrazione teorica: l’occhio percepisce in realtà tutto il paesaggio grafico cogliendone le parti in modo casuale ma anche misteriosamente interrelato.
Il monitor dell’Uomo che non guarda è un foglio bianco materico e immateriale dal quale affiorano come visioni fatali o apparizioni casuali parole dislocate nello spazio che rivelano vie segrete, unioni, conflitti, assenza di forma e movimento verso la forma.
Il testo poetico ne emerge in modo dinamico e non lineare, come quando è percepito sulla pagina dall’occhio che legge: còlto nella sua totalità architettonica, di cui sono messi subito, simultaneamente a fuoco gli elementi isomorfi e strutturali e poi, man mano, si disegnano le articolazioni meno evidenti. Il testo in movimento è così una sorta di scatola nera non solo della lettura, ma anche del ritmo, del respiro, dell’attraversamento di uno spazio che la pagina poetica ha congelato in sé e che l’atto della lettura libera ogni volta.
L’Uomo che non guarda unisce il poeta e il lettore di poesia nell’esperienza del movimento verso la forma, che è esperienza del mondo: attraversare, vedere in parte e attraverso, tornare a guardare, aver visto senza saperlo.
La prima concretizzazione di questo progetto è Il Libro Installazione, un'opera di cui si presenta nelle pagine seguenti la prima realizzazione testuale.

Sonia Gentili

Sonia Gentili insegna letteratura italiana (Sapienza università di Roma).
È saggista (L'uomo aristotelico alle origini della letteratura italiana, Carocci, 2005; Cultura della razza e cultura letteraria nell'Italia del Novecento. Carocci, 2008; Novecento scritturale. La letteratura Italiana e la Bibbia, Carocci, 2016) e scrittrice. Ha pubblicato quattro libri di poesia (L'impero e la Gorgone, Perrone, 2007 ; Parva naturalia, Aragno, 2012; Viaggio mentre morivo, Aragno, 2015, premio Viareggio 2016 e premio Pisa 2016; I quattro gesti della creazione, Aragno, 2020, da cui sta traendo uno spettacolo teatrale) e il romanzo I filosofi (Castelvecchi 2019). Collabora col quotidiano "il Manifesto".

Ambrogio Palmisano

Ambrogio Palmisano vive e lavora a Bari.
Regista di documentari, programmi televisivi e spot, ha lavorato presso il centro di produzione Arti Visive Bari e ha collaborato con registi di fama internazionale (Giuseppe Adriano, Mario D’Iorio, Fabio Segatori, Tommaso La Pegna, Roberto Barbera). Ha ottenuto il Premio Airone per il montaggio al 6° Festival Internazionale del Film Turistico di Montecatini (con “Itinerario tra le Nuvole” di Tommaso Lapegna). Ha partecipato al Torino Film Festival 2000 con il montaggio di “Come puoi Pensare che è Finito? Il Cinema di Enzo G. Castellari”(2000), di Fabio Segatori, è stato finalista concorso Corto Barese ediz. 2004 ed ha ottenuto il premio Miglior Regia Puglia spot awards 2007. Attualmente collabora con la società di produzione Kinovan Srl. Accanto alla carriera professionale continua la sua ricerca nella video art iniziata negli anni ’70.

Libro Installazione Uno

1. Il lettore spettatore
Sei di fronte a un libro aperto. Le pagine 1 e 2 sono rappresentate da un monitor e da uno specchio.
Come accade nella mente durante la lettura, il testo emerge in modo progressivo e non lineare; affiora sulla pagina 1 al contrario ed è riflesso dalla pagina 2 in forma leggibile.
Tra la pagina 1 - testo al contrario - e la pagina 2 - testo leggibile – ci sei tu, lettore / spettatore.
Vedi “accadere” il testo, partecipi alla sua genesi e alla sua decifrazione, fai esperienza visiva del dinamismo delle parole che hai vissuto dentro di te mentre leggi. Vedi la tua mente leggere.
2. Il Libro Installazione Uno
È concepito per uno spazio poco illuminato.
È composto da uno specchio e un monitor (50 x 80) “rilegati” tra loro. La “rilegatura” è fissata al muro da sostegni metallici; un mediaplayer occultato dietro il monitor trasmette in loop il video nel quale affiora e prende forma il testo.
I sostegni metallici a braccio permettono al lettore di posizionare il “suo” libro: ogni lettura è rigorosamente individuale.
L’opera può essere montata su parete o su un supporto.
3. La poesia in movimento
Questa esperienza della poesia vuole incontrarne la cellula dinamica, sviluppandone il ritmo come movimento nello spazio: lo spazio della lettura, lo spazio della percezione.
Immagine di partenza è la grana materica del foglio bianco in cui il testo è presente ma totalmente dissolto: invisibile perché dello stesso colore della carta e dunque parte della sua trama.
Dal foglio emergono in varia sequenza parole o stringhe di parole attraverso un processo di assolvenza: “colorandosi” di inchiostro progressivamente e con varia intensità.
Sul piano tecnico, si è svolto un lavoro di fine artigianato dell’immagine, affidato a calcoli rigorosi: la ricerca della consistenza e della grana della carta (immagine Tiff realizzata con macchina fotografica in particolari condizioni di luce), di un carattere il più possibile vicino a quello del libro stampato, il mantenimento dell’architettura spaziale del testo (che ha comportato un adattamento dell’immagine per la mise en page), la produzione delle clip relative alla singola unità di testo che emerge dal foglio.
Ogni parola o gruppo di parole – in sostanza, le unità minime che si vedono emergere dal foglio - è stato trattato come singola immagine fotografica in formato png.
L’opera continua idealmente e sviluppa la ricerca intrapresa da Antonio Maria Polito (1969-2015) con l’opera One and Three 4’33” – Prolegòmeni (primo premio sezione video, fiera internazionale di arte contemporanea “Paratissima” 2014 – Torino).
4. Il testo
Il Libro Installazione Uno mette in movimento una poesia di Sonia Gentili che dà il nome al Collettivo e ne esprime lo sguardo.

L'uomo che non guarda

negli occhi dell’uomo che non guarda
il sacco
di pietre abbandonato
al sole
aperto per nessuno
sotto al sole

negli occhi dell’uomo che non guarda
i vecchi giorni i nuovi
giorni rimasti
a respirare insieme
come oceani

hai creduto di essere guardato
hai detto oltre la parete
del tempo c’è lo specchio
che creandomi
mi guarda

ma la parete
dello specchio è l’uomo
senza sguardo e tu
sei il sacco aperto
con le pietre

negli occhi dell’uomo che non guarda
niente ha fine perché niente
ha inizio

Contattaci